Glossario

Ammoniaca (NH3)

L’ammoniaca (NH3) contribuisce considerevolmente all’eutrofizzazione (concimazione eccessiva) e all’acidificazione del suolo, con ripercussioni negative sugli ecosistemi naturali. L’NH3 è generato principalmente dall’allevamento di bestiame nel settore agricolo.

L’ammoniaca si forma:

  • dalla decomposizione di composti organici (p.es. urina e letame);
  • dai processi industriali;
  • dalle acque di scarico domestiche;
  • dal traffico.

Biossido di carbonio (CO2)

Il biossido di carbonio, o anidride carbonica, è un composto chimico formato da carbonio e ossigeno con formula molecolare CO2. Sciolto nell’acqua viene comunemente denominato «acido carbonico». Il biossido di carbonio è un gas incombustibile, acido, incolore e inodore, molto solubile nell’acqua.

Composti organici volatili (COV)

Il gruppo dei composti organici volatili comprende diverse sostanze volatili contenenti l’elemento carbonio. Spesso per i composti organici volatili si usa anche la denominazione «idrocarburi». I COV derivano dall’evaporazione di solventi e carburanti e dai processi di combustione incompleti.

Diossido di zolfo (SO2)

Le emissioni di diossido di zolfo hanno raggiunto il picco nel 1980. Le emissioni attuali sono meno di un sesto del valore massimo registrato allora. Ciò dimostra il successo delle misure adottate, in particolare la riduzione del tenore di zolfo negli oli combustibili e l’impiego di gas naturale in seguito all’inasprimento dei valori limite d’emissione per gli impianti di combustione.

Effetti:

  • malattie dell’apparato respiratorio;
  • molteplici danni alle piante e agli ecosistemi sensibili;
  • danni agli edifici e ai materiali.

Esposizione

Per esposizione (dal latino expositio) si intende, da un punto di vista medico, l’atto di sottoporre esseri viventi a influssi ambientali nocivi, che possono essere agenti patogeni, composti chimici velenosi oppure calore, rumore o irradiazioni.

Ossido d’azoto (NOx)

Gli ossidi d’azoto sono considerati tra le principali sostanze nocive presenti nell’aria. Sono i precursori di ozono e polveri fini e sono pericolosi sia per la salute che per la vegetazione. Nonostante una riduzione rispetto agli anni ‘80, purtroppo attualmente i valori limite per l’ossido d’azoto vengono regolarmente superati soprattutto nelle città e in prossimità delle strade. Il diossido d’azoto (NO2) e il monossido d’azoto (NO) vengono classificati fra gli ossidi di azoto.

Effetti:

  • malattie dell’apparato respiratorio
  • molteplici danni alle piante e agli ecosistemi sensibili dovuti agli effetti combinati di diverse sostanze nocive
  • eutrofizzazione degli ecosistemi

Ozono (O3)

L’ozono presente in prossimità del suolo è una sostanza nociva secondaria prodotta nella troposfera dall’interazione della luce solare con ossidi d’azoto (NOx) e composti organici volatili (COV). In concentrazioni elevate l’ozono è pericoloso per la salute delle persone, degli animali e delle piante. Durante i caldi mesi estivi, i valori limite d’immissione vengono spesso superati.

Gli effetti dell’ozono sono:

  • irritazioni delle mucose delle vie respiratorie, senso di oppressione toracica, riduzione della funzionalità polmonare;
  • danni alle piante;
  • effetto di gas serra negli strati bassi dell’atmosfera.

Polveri fini (PM10)

Con PM10 si intendono le particelle con un diametro pari o inferiore a 10 micrometri. Le polveri fini sono un particolato complesso dal punto di vista fisico-chimico prodotto da:

  • processi di produzione industriale e artigianale
  • processi di combustione
  • processi meccanici (abrasione, dispersione)
  • formazione secondaria di biossidi di zolfo, ossidi d’azoto, ammoniaca e composti organici volatili (COV)
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